Friuli – 19/26 Giugno 2016

FRIULI VG – dal 19 al 26 GIUGNO 2016

Ah, l’Albania….

Che c’entra l’Albania? Era nei nostri programmi per il ‘main trip’ del 2016. Poi mi è venuto un infarto il 20 aprile e i programmi sono cambiati. Devono ancora effettuare alcune riparazioni (leggi ‘angioplastica’), per cui scegliamo di non andare a cercarci posti un po’ troppo fuori mano. La scelta cade sul Friuli grazie soprattutto agli amici Friulani del Forum di Mototurismo, che con grande passione raccontano le loro scorribande in questa regione. Mettendomi di conseguenza l’acquolina in bocca.

Per la verità ci siamo già stati, in Friuli, ma è stato tanti anni fa; e non avevamo lo stesso spirito turistico che abbiamo acquisito nel frattempo, e soprattutto … eravamo in sardomobile (per chi non conosce il gergo mototuristico: automobile).

Visto che abbiamo poco tempo (‘solo’ una settimana) rinunciamo a raggiungere la meta facendo tappa da qualche parte, e, dato che dobbiamo anche portare il nostro micio da nostra figlia, rinunciamo pure a quelle piacevoli digressioni che facciamo sempre su strade statali: insomma, un ‘tiratone’ da Genova a Udine Nord. Ci sono pure temporali, in giro, ma li dribbliamo; finendo per prendere poca pioggia, e per pochissimi chilometri.

La strategia, che si è rivelata ottima, è di dormire tre notti nella zona orientale e tre in quella occidentale. Un agriturismo di Nimis (UD), pur essendo dentro l’abitato, ci offre un’ottima ospitalità ad un prezzo più che accettabile.

Primo giorno, lunedi. Cividale del Friuli e la zona del Collio

Scorcio di Cividale del Friuli

Panorama del Collio, dall’Abbazia di Rosazzo

La tipica vista sulle montagne, che avremo spesso.

Il Friuli si può suddividere in tre zone: il Sud, pianeggiante, affacciato sull’Adriatico; il centro, collinoso e verde; e il Nord, montuoso ‘roccia viva’. Oggi, quindi, colline.

Secondo giorno, martedi. Le montagne, Caporetto, Tarvisio.

Evitiamo il fondo valle dove corre l’autostrada per Tarvisio, prendendo da Tarcento la statale che valica il passo di Tanamea, entra in Slovenia e da Zaga porta a Caporetto (Kobarid). Dette cittadine non sono entusiasmanti, ma le strade che percorriamo sono veramente appaganti. Da Caporetto risaliamo verso il passo del Predil, che ci riporta in Italia e all’omonimo, bellissimo lago. Da qui Tarvisio: un po’ più carina e un po’ più città. Da Tarvisio ripassiamo dal lago del Predil e proseguiamo per il canale di Raccolana, fino a raggiungere il fondo valle, evitato stamattina, dove visitiamo Venzone e Gemona.

Il lago del Predil

Tornando per la Sella Nevea

Le ferite del terremoto del 1976 sono state accuratamente rimarginate. La dignità e la forza di queste genti si sono rivelate proprio in occasione di quel tragico evento. Le foto esposte nei luoghi pubblici permettono di vedere come erano certe chiese e certi edifici prima del sisma e subito dopo di esso. Vedendoli come sono ora, si rimane colpiti dall’accuratezza della ricostruzione e dal poco tempo impiegato.

Venzone, Scultura lignea, simbolo della ricostruzione

Sempre a Venzone, gli unici resti che testimoniano il terremoto del 1976. Lasciati volutamente.

Terzo giorno. Mercoledi. Trasferimento e incontro con gli amici virtuali.

La moto del viaggio

Prima dell’incontro, fissato per mezzogiorno in cima allo Zoncolan, ci spingiamo fino al passo di Monte Croce Carnico, al confine con l’Austria. Spettacolo.

La strada, dal versante italiano, che porta al passo di Monte Croce Carnico

E finalmente la conoscenza, da virtuale, diventa effettiva. Dopo anni che scriviamo, chiacchieriamo, discutiamo su un luogo virtuale che è il Forum, praticamente ci si conosce abbastanza. Ma non immaginavo la travolgente simpatia di Franco e la sobria gentilezza di Mariano. Ci fanno da Ciceroni, portandoci un po’ a spasso per queste strade a noi sconosciute e affascinanti, ma per loro familiari.

Le moto dei mototuristi sullo Zoncolan

Scendiamo dall’altra parte e raggiungiamo Pesariis, Val Pesarina, sede del museo dell’orologio, e poi su, a Sella Razzo. Che strade !!!!!

Sempre noi, sulla Sella Razzo

Giunti a Sauris, un paese davvero suggestivo, ci lasciamo. Alla prossima!

E arriviamo a Tramonti di Sopra, dove abbiamo prenotato altre tre notti in un agriturismo, che si rivela essere un ‘vero’ agriturismo. Gli animali sono tanti e non sono ‘di facciata’: polli, anatre, oche, mucche, maiali. E due grossi orti. Quello che ci mettono nel piatto, in particolare le loro verdure, ha un sapore che avevo dimenticato.

Così ci accoglie l’agriturismo di Tramonti di Sopra

Quarto giorno. Giovedi. Dintorni, Poffabro, Barcis.

La val Tramontina è stupenda. Lungo la statale, verso Tramonti di Sotto, c’è l’ennesimo, bellissimo lago, e di lì, in una sub-valle, il vicino lago di Selva. La passeggiata sotto le fronde, fra profumi di bosco, è un toccasana.

Il lago di Tramonti

… quando si dice “uno specchio d’acqua”….

E il vicino lago di Selva

E dopo la passeggiata via di nuovo in sella. Eravamo già stati a Poffabro e il ricordo era tale da volerci ritornare. E’ un paese nato per l’economia di montagna come i liguri Senarega e Pentema, (fateci comunque un pensierino, se capitate dalle parti di Genova) che è rimasto abitato e vitale. Le costruzioni, dalle classiche architetture di montagna, con tanto legno a vista, mi affascinano.

Un altro, splendido, gioiello incastonato fra i monti: Poffabro

Un po’ meno selvaggio, ma sempre spettacolare, il lago di Barcis

Quinto giorno. Venerdi. Altra passeggiata e giretto pomeridiano

Prendiamo la moto, ma solo per portarci vicino alle pozze smeraldine, alle porte di Tramonti di Sopra. Di qui proseguiamo a piedi. Per me che devo percorrere cinque chilometri tutti i giorni è un po’ impegnativo, abituato come sono a camminare in piano su superfici facili. Ma non è nemmeno proibitivo: lungo questo sentiero sono state fatte alcune opere per rendere abbastanza facile questa camminata a tutti. E garantisco che ne vale la pena: le foto che seguono possono al massimo dare soltanto un’idea della bellezza del posto.

Le pozze smeraldine, nei pressi di Tramonti di Sopra

Al pomeriggio facciamo un ultimo giretto, visitando Spilimbergo (carina) e avventurandoci su stradine secondarie dalle parti di Clauzetto. Ci imbattiamo in una scooterista appiedata. Come meccanico non valgo una cicca e madzillina ancor meno, ma la donna ha bisogno soltanto di un cacciavite a stella per aprire il vano dei fusibili; sa già che il problema è solo quello. Ho dei ferri ma non un cacciavite. Attendiamo invano i soccorsi chiamati da lei. Allora andiamo a cercare il cacciavite, lo troviamo in una vicina trattoria e il problema si risolve. Abbiamo fatto un figurone!

Ultimi due giorni. Sabato e Domenica. Rientro con tappa.

La vacanza volge al termine. Decidiamo di diluire il rientro facendo un po’ di strade statali e una tappa in Veneto. Transitiamo quindi da Vittorio Veneto e da Conegliano, per fermarci a Bassano del Grappa. Non male, ma le statali da quelle parti non permettono mai di superare i 50 orari. Davvero un peccato. E una noia che non vi dico.

Il celeberrimo ponte degli Alpini di Bassano del Grappa

 

Bilancio complessivo: ottimo. Il Friuli merita davvero per la bellezza e la varietà dei paesaggi, la storia e l’architettura delle città grandi e piccole (visitammo a suo tempo le magnifiche Trieste Udine e Gorizia), l’ospitalità che nulla ha da invidiare a quella del Trentino, la qualità del cibo, i prezzi decisamente onesti. Non ho visto il mare ma le spiagge, si sa, sono vaste e accoglienti.

Tappata questa grossa falla nelle nostre conoscenze dell’italica Penisola… si fa dura trovare un’altra destinazione all’interno dei nostri confini!

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2 pensieri su “Friuli – 19/26 Giugno 2016

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