Italia a zig-zag + Molise

ALLA SCOPERTA DELL’ITALIA SCONOSCIUTA – 24 AGOSTO – 4 SETTEMBRE 2016

In realtà l’”Italia sconosciuta” che gireremo non è affatto sconosciuta in assoluto; lo è solo per noi. Come dicevo nel raccontare il nostro precedente viaggio, ormai devo cercare con una certa attenzione zone della nostra penisola che non abbiamo ancora visitato. Ne nasce così un giro un po’ a zig-zag, partendo da Genova  per raggiungere il Molise, una regione che abbiamo solo sfiorato o visto en passant.

Al momento della partenza siamo raggiunti dalla notizia del terremoto che ha colpito Amatrice e dintorni durante la notte. Grande tristezza, anche perché ci siamo già stati e ne serbo un bel ricordo. Il prossimo viaggio lo faremo da quelle parti, per solidarietà; ora non è certo il momento.

La prima zona che raggiungiamo è l’Appennino bolognese, seguito dalla zona a Sud di Forlì. Poi sarà la volta delle Marche, dalle parti della gola del Furlo; quindi la zona di Viterbo per fermarci infine qualche giorno in provincia di Campobasso. La risalita ripassa dall’alto Lazio e dalle Colline Metallifere, nel sud della Toscana.

Ed eccoci in provincia di Bologna, dove prendiamo alloggio a Castiglione dei Pepoli, per vedere il lago del Brasimone e il Lago di Suviana

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Il Lago del Brasimone
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Il Lago di Suviana

Il lago del Brasimone ci riserva una sorpresa: c’è una centrale nucleare, che l’avrebbe mai detto? E’ una centrale piccola, sperimentale: per fortuna che nel 1987 abbiamo detto di ‘no’. Da qui prendiamo la cartina per vedere che strada percorrere per raggiungere il vicino lago di Suviana, quando un signore attempato, in Vespa, col nipote come passeggero ci offre di farci strada. Classico incontro fortunato: ci porta per una strada stretta e selvaggia, fortunatamente asfaltata.  Sono fiero di essere stato ‘vespista’ anche io.

Il giorno successivo è un continuo su e giù per dolci colline, sotto un sole splendido. Sarà così per quasi tutto il viaggio. Potevo saltare i passi della Futa e della Raticosa? No di certo. Ora capisco perché questi posti sono meta di tanti motociclisti, e in particolare di un amico di Bologna che ama definirsi, appunto, ‘Signore della Futa e della Raticosa’. Ho soltanto sfiorato il celebre passo del Muraglione: non amo la sua frequentazione sportiveggiante, e pare vi sia una certa tendenza repressiva contro le moto da parte delle Forze dell’Ordine.

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Sulla Futa…
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… e sulla Raticosa

L’agriturismo prenotato a Rocca San Casciano, sulla statale Firenze – Forlì, nonostante i buoni commenti sui siti per viaggiatori, non va’ bene, per cui cerchiamo ancora, e troviamo alloggio a Predappio. Questo contrattempo, tuttavia, ci impedisce di visitare Forlì; sarà per il prossimo viaggio o fine settimana lungo. Predappio ha un paesaggio urbano che risente della celebrazione che fu dedicata, a suo tempo, al suo più celebre concittadino…

Muovendoci nuovamente in direzione della E45 per spostarci nelle Marche, visitiamo velocemente Firenzuola e Meldola; ma quando siamo dalle parti di Cesena, indugiamo alla vista di un paese costruito in cima ad un colle, circondato da una campagna bellissima: Bertinoro. Proprio al momento di lasciare la zona scopriamo così una cittadina veramente bella; una chicca che arricchisce ulteriormente una scoperta già appagante.

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Bertinoro

E arriviamo a Urbania, dove ci accoglie uno splendido agriturismo. Purtroppo ho la disavventura di perdere il portafogli, col dubbio di essere stato borseggiato. La padrona dell’agriturismo in questo frangente si dimostra di una gentilezza e di una disponibilità che van ben oltre le sue prerogative: ci accompagna dai Carabinieri per la denuncia, mette la voce in giro per la cittadina, mette un annuncio su Facebook nella speranza sia solo uno smarrimento. Questo intoppo, comunque, non riuscirà a rovinarci la vacanza.

Vogliamo visitare la vicina Gola del Furlo e, forte del nostro nuovo tablet, navigo alla ricerca di informazioni: la Gola del Furlo l’avevo ‘mancata’ l’anno precedente a causa della chiusura. Sarà stata riaperta? Sarà che sono imbranato, sarà che forse la notizia non c’è, fatto sta che non sappiamo se è stata riaperta. Ma le risorse non mancano: quando si hanno amici per tutta la penisola, basta un SMS: scrivo a Gabriele, un amico conosciuto sul Forum della rivista Mototurismo, prima virtualmente, poi di persona, e il gioco è fatto. E’ in vacanza anche lui ma abitando relativamente vicino, a Gubbio, è al corrente di tutto e mi passa informazioni precise e dettagliate: gola aperta e transitabile a piedi, bici e moto; chiusa alle auto. Magnifico. Grazie, Gabriele.

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La Gola del Furlo. Era un orrido notevole, ma lo hanno riempito.

Ci resta il tempo per rivedere Urbino.

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Dopo tanti anni di turismo, può succedere di tornare in un posto già visitato, e devo dire che ne vale la pena, anzi; è quasi una scoperta. Dopo tanto tempo, le foto si scattano a iosa, mentre allora costavano e non sono altrettanto semplici da rivedere. Lo spirito di osservazione si è affinato e si è imparato a guardare con occhi più attenti le bellezze di un posto. In questo viaggio succederà non solo per Urbino, ma anche per Viterbo e Volterra.

Infatti la tappa successiva ci vede a Viterbo. Appena arrivati, però andiamo subito a Tuscania. Perché Tuscania? Recandomi poco tempo prima a Narni per il motoequinozio del 2016 (un incontro organizzato sempre dagli amici del Forum) passai proprio da Tuscania, e notai questa città cinta da mura che prometteva proprio bene. Mi ripromisi di tornarci, ed eccoci qui. Splendida.

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Le mura di Tuscania
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Dalle mura, vista sulla Basilica di Santa Maria Maggiore

E Viterbo? Non me la ricordavo proprio; anzi, varrebbe la pena di tornarci ancora e ancora. Il quartiere medievale è di una bellezza assoluta. Sembra davvero di essere entrati in una macchina del tempo. Ci sono anche turisti, ma siamo relativamente pochi, non c’è neanche lontanamente la ressa di una Roma o di una Firenze. Eppure meriterebbe. Meglio così: la visita è fantastica. E si mangia bene, con un rapporto qualità-prezzo eccellente.

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Viterbo, il palazzo dei Papi
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Altre viste del quartiere medievale

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E siamo finalmente in Molise. Che paesaggio! Queste foto spero rendano l’idea dell’ampiezza e della vastità di queste valli, caratterizzate da dolci declivi coperti di prati e boschi. E i soliti, classici paesi abbarbicati sui cocuzzoli.

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Un po’ di panorami Molisani

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L’ospitalità che troviamo è il massimo che si può chiedere: le strutture sono generalmente di buon livello: l’agriturismo che ci accoglie è il più curato di tutto il viaggio come finiture, pulizia e ambientazione. Rustica, ovviamente. I prezzi sono molto… accoglienti, e la qualità del cibo, dovunque siamo stati, è sempre stata inappuntabile. Ve lo dice uno che mangia di tutto, ma sa apprezzare e distinguere la qualità. Il massimo è stato a Pietrabbondante (di cui parlerò più avanti): siamo capitati in un ristorante, la Locanda dei Sanniti, e appena entrati ci siamo guardati perplessi: tovaglie di lino, bicchieri e posate di gran livello, camerieri in divisa elegante. Invece non solo abbiamo pranzato con cibi di qualità, molto ben preparati, quasi tutto a chilometri zero, ma abbiamo anche speso veramente poco.

Quando programmavo il viaggio (anche se “programmare” è una parola grossa), interrogai il motore di ricerca con la classica domanda: “Cose da non perdere in Molise”. Così venni a sapere di Sepino. E’ per questo che abbiamo cercato un agriturismo da quelle parti trovando quella struttura, a Guardiaregia. Si tratta di una città romana; niente a che vedere con la grandezza e la magnificenza di Pompei, ma una visita è comunque soddisfacente.

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Nel Medio Evo hanno costruito queste abitazioni, intorno all’anfiteatro.

Il proprietario del nostro agriturismo ci segnala, oltre a varie località da visitare, anche un altro sito archeologico: Pietrabbondante. Questa è nientemeno che una città Sannita. Gli scavi e i lavori sono ancora in corso, ma c’è già parecchia roba da vedere. Ed è posta in posizione elevata, non sul fondovalle come Sepino, per cui anche il panorama è eccellente.

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Oltre ai siti archeologici visitiamo Casalciprano, Limosano, Frosolone e Agnone. Quest’ultima vanta una fonderia visitabile dove costruiscono campane per il Vaticano. La stessa Isernia merita una puntata, a differenza di Campobasso, visitata anni fa e di cui non ho ricordo soddisfacente; sconsigliata peraltro anche dal nostro consulente turistico, il proprietario dell’agriturismo.

Il Molise è anche abbastanza facile da visitare perché è dotato di alcune strade di recente costruzione che restando nei fondovalle permettono di spostarsi velocemente da un punto all’altro della regione, che peraltro non è immensa. Il problema, semmai, sono le strade secondarie che si dipartono da queste strade veloci per raggiungere i vari paesi: non c’è chilometro che non sia disseminato di scalini dovuti ad un inizio di smottamento. Mi domando come mai non abbiamo incontrato nemmeno una strada chiusa per frana. Approfittiamo di queste strade veloci e divertenti per noi motociclisti per andare persino al mare. Dedichiamo tutta una giornata per andare a visitare Termoli e Vasto. Per la verità Vasto è in provincia di Chieti, cioè in Abruzzo, ma quasi tutta la strada che vi conduce è in Molise.

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Termoli
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Vasto

Sarà anche l’unica giornata disturbata, e devo dire nemmeno tanto, dalla pioggia.

Bene, siamo contenti e soddisfatti; iniziamo la risalita per tornare a casa. Tra i posti di una certa importanza che ci “mancano” c’è il monte Argentario. Cerchiamo col collaudato sistema sul web, ma finiamo per trovare alloggio non proprio lì, ma a Montalto di Castro, che si rivela peraltro anch’essa molto bella. Questo viaggio chissà perché ci porta vicino alle centrali nucleari; che strano caso. E Montalto è a due passi da Tuscania e a quattro da Viterbo: succede, quando si improvvisa.

Dopo la visita di Orbetello, optiamo per il periplo del monte Argentario, cosa che si rivela alquanto impegnativa, e uno sterrato di quattro chilometri mette a dura prova le mie non eccelse qualità di pilota fuoristrada. Ma i panorami che regala sono splendidi. I due porti sulla laguna, Porto Santo Stefano e Porto Ercole sono solo località di villeggiatura senza particolari attrattive.

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Porto Santo Stefano (GR)

Ben altro interesse suscita invece il centro storico di Montalto di Castro, medievale manco a dirlo; e i suoi dintorni: a Vulci vi sono i resti, nientemeno, di una città Etrusca.

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Nelle vicinanze della città etrusca di Vulci
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Vulci. Resti romani da non perdere.

Esplorando la cartina della Toscana, individuiamo una zona non ancora battuta: le Colline Metallifere. Troviamo alloggio vicino al Lago dell’Accesa, in provincia di Grosseto. Qui il turismo è un po’ più elitario, e si vede.

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Il Lago dell’Accesa, dall’agriturismo

Andiamo a cena a Massa Marittima (che per chi non lo sapesse non è affatto sul mare e non c’entra niente con Marina di Massa, quella vicina a Carrara) e incappiamo in una manifestazione fuori dal comune. Una famiglia molto altolocata ha affittato il paese (!) per il matrimonio di uno dei suoi rampolli: spiegamento di Forze dell’Ordine, gorilla dappertutto, berline lussuose, piazza occupata da tavoli con bicchierate di Champagne, prosciutti al taglio, forme di parmigiano. Dopo la cerimonia in cattedrale, la sfilata nel centro storico dei figuranti in costume medievale con suono di tamburi, e a seguire gli sposi e gli invitati a esibire le loro mise e i loro tights. Non ho niente contro la ricchezza, se ottenuta legalmente, ma l’ostentazione esagerata non mi piace. Non è un problema di buon gusto o meno, è una questione di tatto e di rispetto verso le persone ‘normali’. La sobrietà non ha prezzo.

E ci spostiamo di poco, finendo vicino a Montieri (GR), in un altro, splendido agriturismo.

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E visitiamo l’abbazia di San Galgano, quindi altri posti intimi e carini: Radicondoli (SI), Mensano e Càsole d’Elsa.

Ma non è tutto rose e fiori, da queste parti. Ci sono diversi impianti geotermici che comportano la presenza di enormi ciminiere di cemento che deturpano il paesaggio; sono un vero e proprio pugno in un occhio. In particolare a Larderello, dove transitiamo senza ovviamente fermarci, restiamo stralunati a vedere queste brutture. Se non altro questo impianto genera il settanta per cento dell’energia elettrica necessaria a tutta la provincia di Grosseto e probabilmente riscalderà tutte le abitazioni della zona. Strano che il geotermico, osteggiato assiduamente in tutta la penisola, qui sia stato realizzato. Forse perché hanno iniziato a farlo all’inizio del ventesimo secolo e le multinazionali del petrolio non erano ancora quello che sono ora.

E arriva il giorno del rientro. Siamo abbastanza vicini a Genova, per cui spendiamo la mattinata per rivedere Volterra. Come detto, anche qui il tempo passato dalla visita precedente ha cancellato quasi tutti i ricordi. Ricordi che è un piacere rinnovare, perché anche Volterra è semplicemente splendida.

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Sopra e sotto, Volterra

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Mi è venuta l’idea di… inventariare i luoghi visitati negli anni, regione per regione. Dovrei cercare tra le foto digitali e quelle cartacee, spulciare tra le cartine locali accumulate negli anni, i souvenir comprati, cercare nella memoria… un lavoraccio. Cose da vecchi, guardarsi troppo indietro, forse è meglio pensare al prossimo viaggio. Magari ad Amatrice.

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Un pensiero su “Italia a zig-zag + Molise

  1. Riguardo alla chiusura del post vorrei condividere una citazione.

    “La cultura è ciò che rimane quando ciò che è stato appreso è stato dimenticato.”
    BURRHUS FREDERIC SKINNER

    Papà guarda avanti.

    Mi piace

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