Sicilia in autunno

Mi fa una certa impressione. Ha appena smesso di piovere, e le strade sono bagnate. E’ buio già da diverse ore, la temperatura non è quella estiva. Eppure siamo qui con la moto carica di tutto punto. Ci avviamo per la strada sotto casa che è quasi deserta; sono le nove di sera. Genova, 22 novembre. Fra pochi giorni vedremo le luminarie di Natale, ma noi stiamo per partire per un altro viaggio!

La distanza da coprire è la solita, i due chilometri e mezzo che ci separano dal pontile di imbarco. Destinazione: Palermo. Spesso, con gli amici del Forum di Mototurismo, si discute sui vantaggi e sugli svantaggi di usare il traghetto piuttosto che guidare per chilometri. Aggiungo un vantaggio a cui fino a poco tempo fa non avevo pensato: il traghetto, in questa stagione, ti evita di percorrere tanti chilometri al freddo, e ti permette quindi di fare un viaggio in moto che altrimenti non faresti.

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Mi era stato detto che Palermo è stupenda, ma sono ugualmente sorpreso. Purtroppo la città, come tutta l’isola, è tristemente famosa per ben altre cose, e la sua bellezza cade in un immeritato secondo piano. Per il turista che vuol vedere arte, monumenti e paesaggio (urbano ed extraurbano), la Sicilia con le sue attrattive è una vera e propria miniera, ricca di cose da scoprire. Molte di queste andrebbero sfruttate, mantenute e fatte conoscere meglio al grande pubblico.

Per tutta una giornata, da mattino a sera, camminiamo per il centro storico di Palermo, ammirando e fotografando. Anche a fine viaggio, tornati qui per reimbarcarci, dedicheremo molte ore a questa città.

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Venerdi 25. Dopo tanto camminare, ci mettiamo in viaggio, con destinazione Piazza Armerina, in provincia di Enna. Ci sono grosse nuvole e inizia a piovere proprio mentre stiamo per salire in sella, per cui vai con le tute. Imbocchiamo la statale in direzione di Agrigento. All’altezza di Roccapalumba prendiamo la SS121 per andare verso Caltanissetta ed Enna. Piove forte. Purtroppo qui ho ragionato come un turista qualunque: se piove, che problema c’è? Ci si mette le tute e si va’. Ma. C’è un MA. Devo scoprire una cosa che proprio non mi aspettavo. La strada che percorriamo è invasa dal fango in vari punti. Tanto fango. Supero un paio di punti critici, ma al terzo passaggio sulla melma, nei pressi di Alia, succede il patatrac. La moto va via e cadiamo. Io rimedio solo una contusione, Elisabetta niente; almeno non ci siamo fatti male. Sotto una pioggia battente riusciamo a fermare un automobilista che ci aiuta a tirar su la moto. Tendono a scivolare persino gli stivali, in quella melma. Ripartiamo, ma il timore di cadere nuovamente ci fa fermare davanti all’ennesimo ostacolo fangoso. Che fare? Il telefono non prende. Vorrei chiamare l’ACI e farmi rimorchiare fuori dal pantano.

Il nostro nume tutelare si presenta in quel momento. Si materializza sotto le spoglie del signor Orazio, che è o deve essere stato pilota di fuoristrada, o qualcosa del genere. (“Diciamo che sono esperto”, dichiara) Ci fa’ accomodare sulla sua auto, guidata dal figlio, insieme alle borse laterali e a quella da serbatoio. Sale sulla moto così alleggerita e va. E come, se va! Esperto, si, esperto, non c’è dubbio. In mezzo al fango e all’acqua, sparisce all’orizzonte e arriva, dopo parecchi chilometri, fino all’imbocco dell’autostrada A19, dove possiamo riprendere il viaggio senza più quel rischio. Ci sono parole che possono descrivere questa persona? Sostantivi come “generosità” o “altruismo” di sicuro non bastano. Abbiamo avuto la dimostrazione che al mondo esistono cose che pur avendo un grande valore, non hanno prezzo. Grazie, Orazio.

Bagnati e infangati, arriviamo a Piazza Armerina.

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La cattedrale di Piazza Armerina. Il giorno dopo il nostro arrivo.

Siamo stati attirati qui dalla fama di un sito archeologico, la Villa Imperiale del Casale. Ci andiamo l’indomani, e dato che ancora zoppico un pochino, ci serviamo di un taxi. Il sito ha una caratteristica alquanto peculiare: uno smottamento ha coperto di fango tutto il luogo (evidentemente da queste parti il fango ha una mobilità tutta sua…) per cui gran parte dei mosaici che ne fanno parte si sono conservati bene nei secoli. La loro visione è entusiasmante: che belli! Che colori!

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Il bikini non è stato inventato nel 1946. La bellezza del corpo femminile ispira in ogni epoca!

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Nel fare i biglietti di ingresso, l’uomo dietro allo sportello ci chiede se vogliamo andare anche a Morgantina. Ci guardiamo in faccia, quindi gli chiediamo: Morgantina? Si, risponde, è un altro sito archeologico poco distante da qui. Buono a sapersi; accettiamo. Ecco che per caso scopriamo un altro sito spettacolare. Eravamo ignoranti noi o questo posto non è famoso come meriterebbe?

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Il sito di Morgantina

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Il giorno dopo il ginocchio và abbastanza bene e prendiamo la moto per andare, appunto, a visitare il sito di Morgantina, vicino ad Aidone, e ci resta il pomeriggio per visitare Enna.

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Fra la cittadina di Aidone e il sito di Morgantina
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Panorama da Enna
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Enna
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Enna, il castello di Lombardia

Una curiosità. L’albergo di Piazza Armerina si autodefinisce ‘art hotel‘. Le sue stanze sono tutte diverse e arredate con fantasia, ispirate al design italiano degli anni 50, 60 e 70. Notare gli elementi nella foto: l’illuminazione sotto al letto, la sedia, il puff, la testiera, la lampada a destra.

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Ci rimettiamo in viaggio, in direzione Agrigento, con una bella giornata e un sole quasi caldo. E finalmente ci gustiamo alcuni bucolici panorami dell’interno della Sicilia.

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Nel nostro precedente viaggio, nel 2009, saltammo la visita di Agrigento, pur tansitandovi, per un motivo che non sapemmo spiegare nemmeno allora. E’ giunto il momento per riparare a tale mancanza. La città, disposta quasi in verticale, nonostante la speculazione edilizia che la circonda, ha un centro storico notevole, anche se bisognoso di molta manutenzione.

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La Valle dei Templi è un’altra di quelle cose che “un volta nella vita”. Assoldiamo una guida turistica tutta per noi, ma ne vale proprio la pena. Riusciamo poi anche a girellare nei dintorni di Agrigento.

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Panorama della Valle dei Templi

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Ultima tappa, Erice, a due passi da Trapani.Bello anche il tragitto.

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Alcune saline vicino a Trapani

Erice è un ritorno, come lo è stato quest’estate per Viterbo o Volterra, ma anche in questo caso la ripetizione della visita non ci mette a noia. Anzi. Erice ci accoglie con un vento e un freddo taglienti, ma le nuvole irregolari e l’ora prossima al tramonto ci regalano dei panorami veramente suggestivi. Una foto è venuta mossa, ma ho scelto di proporla ugualmente, perché comunque rende l’idea del panorama che si godeva da lassù.

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Vista da Erice sul Golfo di Custonaci
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Vista da Erice di Trapani

Torniamo a Palermo costeggiando tutto il golfo di Castellammare e godendo di altri scorci spettacolari. E ridacchiando per certa segnaletica… da segnalare a Striscia la notizia.

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Il Golfo di Castellammare…
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… e la relativa vista a monte

Dal punto di vista strettamente motociclistico non è stato il massimo, e non solo perché ho percorso appena 800 chilometri in tutto. Della caduta ho detto, ma devo aggiungere di nuovo situazioni di pericolo: un paio di ‘Stop’ bruciati che mi hanno fatto inchiodare e un po’ spaventare, tanto brecciolino sull’asfalto dopo le piogge, ma soprattutto il tallonamento isterico da parte di tanti automobilisti, evidentemente infastiditi dalla mia andatura prudente. Ciliegina (si fa’ per dire) sulla torta, imboscata di una pattuglia di vigili in un tratto col solito limite draconiano a 40 in un rettilineo senza case né incroci vicino a Custonaci.

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Erano fra quegli alberi laggiù, sul lato sinistro. Andare qui a 60 orari è considerato pericoloso!

Non mi ero nemmeno accorto del limite; pazienza, pagherò. Però mi fa’ girare le scatole perché dopo aver rischiato di farmi male, vengo trattato come l’indisciplinato che il male lo fa agli altri.

Nota postuma: non mi è mia arrivata la temuta multa: trattamento speciale per turisti?

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2 pensieri su “Sicilia in autunno

  1. Dal tuo ottimo racconto sembra che le sfighe non vi abbiano rovinato più di tanto il viaggio, cosa non scontata anche per un motociclista esperto.
    Come sai, mi nutro di racconti ben scritti come sai fare tu quindi aspetto il prossimo.

    Mi piace

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