Neofiti? Due ‘dritte’.

Dopo tanti anni di esperienza, mi sento di dare qualche consiglio a chi si volesse avvicinare al mondo della moto, del mototurismo in particolare. Ovviamente non è come viaggiare in auto: con le quattro ruote è sufficiente portare con sè abiti di stagione, l’ombrello e poco altro.

Il motoviaggiatore, oltre alla moto stessa di cui parlerò più avanti, deve premunirsi adeguatamente, se vuole viaggiare nel migliore dei modi. A cominciare dalla TUTA ANTIPIOGGIA: nel baule della mia moto, 365 giorni all’anno, ci stanno le nostre tute antipioggia, oltre alla bomboletta di gonfiaggio gomme, due stracci e pochi attrezzi.

Sicurezza passiva.

  • Casco: Il casco ideale per il turismo è quello modulare, cioè apribile: normalmente si và col casco chiuso, per cui appare come un integrale e offre la stessa protezione; ma se si và proprio piano, o fa’ caldo, o si deve parlare o chiedere informazioni, tac, un movimento della mano e davanti al viso con c’è più nulla. Consiglio anche un sottocasco che protegga l’imbottitura del casco dal sudore.
  • Giacca: doverosa una giacca tecnica in Goretex con rinforzi rigidi su spalle e gomiti; esistono in versione ‘normale’ con imbottitura supplementare rimuovibile per il gran freddo, e in versione estiva, fatta in tessuto traforato. Meglio se con inserti fluorescenti: essere visti è importante quasi come vedere.
  • Paraschiena: un semplice accessorio che ripari la schiena, in parte o in toto.
  • Stivali: gli stivali tecnici riparano piedi e caviglie non solo da colpi e schiacciamenti in caso di caduta, ma anche dal sassolino sollevato da altri veicoli; prenderne uno sulla caviglia nuda a 100 all’ora vi fa’ un buco.
  • Pantaloni: esistono in commercio pantaloni in Goretex, ma anche blue jeans speciali, con inserti antiurto sulle anche e sulle ginocchia.
  • Guanti: non guidate mai la moto a mani nude! Ci sono guanti invernali, intermedi ed estivi.

Sicurezza attiva

  • ABS: ormai è presente su tantissimi modelli (credo diventerà pure obbligatorio); tenete presente che bloccare in frenata la ruota anteriore significa trovarsi immediatamente in terra.
  • Giubbotto air-bag. Costicchia, e personalmente sono un poco scettico: in caso di caduta vi fa’ diventare come l’omino Michelin. Però attenti: ogni volta che scendete dalla moto ricordatevi di sganciare il giubbotto, altrimenti esplodete!
  • Paramani. Accessorio, non sempre di serie, che ripara le mani da sassolini ‘volanti’
  • Paramotore. Ripara le gambe se rimangono sotto la moto in caso di caduta. (improbabile, ma possibile; succede solo a velocità bassissima) Ripara soprattutto la moto, in caso di caduta.
  • La migliore sicurezza attiva si chiama ATTENZIONE. In un rapporto ufficiale della Polizia Stradale si legge che i migliori automobilisti sono… i motociclisti: questo perché abbiamo sviluppato uno stile di guida molto più attento. Se sono 40 anni che vado in moto e sono qui a raccontarlo, è ANCHE perché ho sviluppato un certo tipo di guida. Le precauzioni veramente indispensabili sono: non fidatevi mai troppo degli specchietti; prima di cambiare corsia o di immettervi GIRATE LA TESTA e guardate dietro, anche se per un solo attimo. Date una fuggevole occhiata dentro gli abitacoli delle macchine: potrete scoprire il comportamento e le intenzioni di manovra degli automobilisti che vi stanno vicino. Occhio sempre all’asfalto: insidie come ghiaietto, tombini, olio possono essere in ogni curva. Non infilatevi dovunque ci sia un po’ di spazio fra le auto senza valutare l’eventualità che quello spazio venga a mancare.  Piccoli spostamenti laterali di un’automobile annunciano l’intenzione di svoltare o cambiare corsia più di qualsiasi freccia.
  • Efficienza del mezzo: i controlli e i tagliandi devono essere scrupolosi.

La moto

Ho conosciuto scooteristi voler passare dallo scooter alla moto in modo perentorio, acquistando la celeberrima Bmw GS 1200. Errore. Più prudente sarebbe, come prima moto, prendere una cilindrata media o medio bassa, da 500 a 750/800 cc. Perchè il problema più grosso, passando alla moto, non è tanto la potenza quanto il peso. Con lo scooter si è abituati a mezzi leggeri coi quali, senza rendersene conto, si fanno delle cose che a farle con una moto pesante ci si ritrova in gravi difficoltà. Ad esempio spingere un moto all’indietro in salita, anche leggera, è un’impresa titanica. Quando parcheggiate la moto non mettetela mai in discesa, ma giratela, ovviamente se non c’è parcheggio pianeggiante. Non inclinate mai la moto durante le manovre; se superate una certa inclinazione non riuscite più a raddrizzarla e… patapumfete.

Una cosa che sorprende, e piacevolmente, è il costo della manutenzione: tranne casi particolari costa meno mantenere una moto che uno scooter. I tagliandi si fanno ogni 10-12 mila km, mentre gli scooter la richiedono ogni 4 o 6 mila; e in generale le soluzioni costruttive degli scooter richiedono una manutenzione più costosa rispetto alle moto.

L’altezza della sella è fondamentale: soprattutto quando acquistate la prima moto, assicuratevi di poter appoggiare saldamente entrambi i piedi per terra a moto scarica. Per stancarvi meno, se prevedete di percorrere lunghi tragitti, cercate se possibile una moto che offra, anche installando appositi parabrezza, un buon riparo aerodinamico.

Se come me non avete ambizioni di esplorare il mondo in fuori strada, ovviamente dirigetevi su moto stradali o enduro stradali. I cerchi delle ruote coi raggi indicano una moto più adatta al fuori strada, i cerchi in lega all’asfalto. Per il fuoristrada va’ meglio la ruota anteriore di raggio maggiore rispetto a quello della ruota posteriore, se uguale o minore è più indicato per la strada. Chiaramente uno sterratino facile, occasionalmente, lo si può fare con qualsiasi moto. Voglio precisare che fuoristrada non ne faccio quasi mai, per cui consigli in merito, oltre al tipo di ruota, non ne posso dare.

Quello che ho scritto finora sono valutazioni e considerazioni generali largamente condivise dai mototuristi, nonchè dettate dall’esperienza. Tuttavia vi consiglio comunque di parlare con persone sufficientemente esperte che siano in grado di darvi consigli. Semmai ricordatevi di fare la tara a quello che vi verrà risposto e raccontato: in tutti noi c’è sempre un po’ di vanità, me compreso…

 

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