Bilancio dei miei viaggi in Italia

L’Italia non delude mai il turista; in qualunque regione Italiana è difficile restare delusi. Semmai dipende dai gusti personali. Ad esempio, se cercate l’arte non andate in Molise o in Abruzzo. Andateci invece se vi piacciono i paesaggi, la natura e i luoghi solitari e selvaggi. L’ideale, secondo me, è andare in giro senza particolari aspettative ed essere in grado di apprezzare tutto quello che un luogo può offrire: dalla cucina alle opere d’arte, dai paesaggi ai siti archeologici; dalle spiagge alle montagne. Eccettuate le periferie delle città, tutti i posti che ancora non conosco accendono la mia curiosità.

Un capitolo a parte meritano le città più prestigiose. Venezia, Firenze e Roma. E ci metto anche Milano, Torino, Genova, Bologna, Napoli e Palermo. Sono oltre a tutto una dimostrazione plastica della ricchezza e della varietà dell’offerta turistica italiana. Ma proprio per questo parlerò d’altro, perché non aggiungerei niente alla conoscenza di queste città.

Ospitalità. Gli hotel sono abbastanza standardizzati, per cui la qualità dei servizi offerti dipende alquanto dal numero di stelle, mentre il prezzo dipende anche dal luogo. E’ buona norma cercare di distinguere fra le varie offerte spulciando sui siti specializzati che riportano le recensioni. Poi ci sono gli agriturismi, i quali, nati negli anni 80 per offrire soluzioni un po’ frugali e semplici, sono diventati dei resort. Dalla vecchia camera della nonna si è passati rapidamente alla suite con idromassaggio. Fortunatamente ce ne sono ancora parecchi che, nonostante un certo ammodernamento, offrono un servizio ancora ‘normale’, e con ottima cucina. Infine i Bed & Breakfast: qui è facile trovarsi bene, perché le probabilità di sentirsi ospiti graditi in casa d’altri è alta, risparmiando qualcosina. In zone come la riviera Romagnola o il Trentino l’ospitalità è diffusa e molto organizzata; più familiare in Romagna, più teutonica e professionale lassù. Devo dire però che in Altoadige, val Pusteria e dintorni, ho percepito una certa avversione verso di noi, temo perché italiani. I posti che più ho apprezzato, per via della mia indole semplice, sono quelli un po’ fuori mano, a volte strutture vecchie e compassate, un po’ ruspanti, poco abituati al tutto esaurito, ma con cucina casalinga, molta cortesia, pulizia da buono a ottimo, prezzi accattivanti. Se ne trovano un po’ dovunque. Però c’è quell’altro aspetto che fa’ parte del capitolo ‘Ospitalità’: è quando si ha a che fare con le persone che non stanno lavorando per il turista. Non siamo agli eccelsi livelli di Grecia o Albania, tuttavia al Sud il calore della gente è maggiore. Se vi fermate a chiedere una indicazione stradale, manca solo che vi accompagnino. Una volta, in Sicilia, mi sono trovato nei guai veri e ho ricevuto da uno sconosciuto che passava di lì un aiuto che nessun altro avrebbe potuto dare, e che ha richiesto da parte sua molto tempo e molta abnegazione. Non so se faccia testo, ma quella volta è stata superata qualsiasi normale aspettativa Greca o Albanese.

Cultura. Siamo famosi per questo, e, forse insieme alla cucina, è il motivo principale che spinge gli stranieri nella nostra penisola. Peccato che la maggior parte di essi si fermi nelle tre maggiori città d’arte. Sono pochi i turisti che visitano città incredibilmente belle come Viterbo, Matera, i borghi e le altre città d’arte dell’Italia centrale. E poi sono disseminati dappertutto un gran numero di borghi medievali. Come anche affascinanti scavi archeologici, che ci consegnano resti non solo Romani, ma anche Greci (Agrigento!), Etruschi, Sanniti, Punici. Castelli dappertutto, magari non tutti visitabili, ma tantissimi: piccoli e grandi. Insieme alle opere d’arte, sono il maggiore lascito della storia. Una cosa molto particolare dell’Italia, e che si trova da poche altre parti nel mondo, sono le chiese: capitate in un paesino più o meno sperduto? Cercate la chiesa. Per poco che sia, troverete almeno un dipinto o una scultura di valore; sette volte su dieci varrà la pena di fare un giro fra le navate col naso all’insù.

Natura. Qualcuna più, qualcuna meno, ma tutte le regioni sono ricche di bellezze naturali. Tutto il Nord è ricco di montagne: più apprezzate le Dolomiti, ma dal Piemonte al Friuli è difficile restare delusi. Altra attrattiva del Nord sono i grandi laghi, che assicurano relax e divertimento. Il Friuli è particolare: tra le montagne a Nord e la pianura con costa balneare a Sud, presenta dolci e gradevoli colline. Appena si oltrepassano il piattume e la vastità delle coltivazioni della pianura Padana, ricomincia il bello. La costa frastagliata della Liguria offre, tolti gli inurbamenti, oltre duecento chilometri di suggestivi scorci sul mare e borghi di pescatori. I panorami su Genova dal passo del Faiallo e dal monte Fasce sono suggestivi; e alle porte della Toscana le stupende Cinque Terre lasciano a bocca aperta. Prima di raggiungere le regioni centrali iniziano i panorami collinosi che fanno bella mostra di sé in Emilia e Romagna, proseguendo ancora verso Toscana, Umbria, Marche, Lazio. E’ incantevole la piana di Castelluccio di Norcia, monti Sibillini, in Umbria al confine con le Marche. Al centro ci sono alcuni laghi, tra cui Bolsena, Trasimeno e Bracciano, che sono spettacolari, ma anche tanti altri laghi minori con lo stesso fascino. C’è una dorsale montuosa che parte dal monte Amiata in Toscana, continua nel Lazio col Terminillo, per arrivare in Abruzzo a somigliare alle Alpi col Gran Sasso e la Maiella. Altezze minori ma paesaggi più selvaggi. Nel cuore del Gran Sasso l’altopiano di Campo Imperatore, il più grosso punto esclamativo di tutta l’Italia, secondo me. (Vedi foto iniziale) Molto particolari e suggestivi i panorami Molisani: l’aspetto è collinoso, ma le dimensioni sono enormi. Le coste. Il versante Adriatico e Ionico è quasi sempre pianeggiante e sabbioso, da Trieste a Leuca, ottimo per la balneazione. L’altro versante è tutt’altro: alquanto frastagliato, quindi ricco di scorci. Spiccano per spettacolarità, oltre le già citate Cinque Terre in Liguria, la costiera Amalfitana (un punto esclamativo) e la costiera da Sapri a Maratea, a cavallo fra Basilicata e Calabria (un altro punto esclamativo). Ho lasciato per ultime le isole: le coste di Sardegna (segnalo la strada da Bosa ad Alghero…) e Sicilia (… e il panorma da Erice) sono uno spettacolo continuo. La Sicilia offre qualche catena di monti molto belli come i Nebrodi, la Sardegna meridionale paesaggi piacevolmente ondulati e diversi panorami… Western.

Strade. Questo aspetto è più delicato. Si passa da strade tenute mediamente bene (Trentino e Sardegna) a percorsi accidentati (le superstrade dell’Italia centrale). Non proprio pericolose, ma alcune strade sono… al limite. Purtroppo il discorso scivola nella politica, per cui mi fermo qui.

Cucina. Non ci sono tante parole da spendere. La nostra cucina è apprezzata in tutto il mondo, un vanto nazionale. Dai piatti corposi e sostanziosi del Nord al gustoso piccante calabrese; dalla sfiziosità della cucina toscana ai complessi piatti siciliani. Non solo ogni regione, ma persino ogni provincia ha la sua specialità. Ma, attenzione, questo non significa mangiare bene ovunque. Il mio mantra è: cercare sempre cucina tipica locale. Se possible evitare i posti che espongono le foto coi piatti, o il menù in più lingue. Non che questi locali ti avvelenino, ma se si trova il locale frequentato dalla gente del posto, è obbligatorio approfittarne, se possibile. Abbastanza utile fare riferimento ai siti specializzati. Un sistema alquanto bizzarro che ho usato a lungo: chiedere ai benzinai. In tanti anni, solo una volta sono stato mal consigliato. Poi è arrivato TripAdvisor, ma statisticamente… erano meglio i benzinai.

Prezzi. Anche qui vale la regola generale. I prezzi variano in modo direttamente proporzionale alla richiesta (luoghi turistici) o alla grandezza della città. Per questo a Milano e a Roma si deve aprire il portafoglio mentre in Abruzzo e Molise o in tante zone fuori mano i prezzi sono amichevoli. Un esempio: sul lago di Como i prezzi sono sostenuti, ma come ho preso una stradina per andare a pochi chilometri (pure con vista lago) ho trovato prezzi quasi dimezzati. In generale la costa Adriatica, riviera Romagnola compresa, è economica; quella Tirrenica varia da zona a zona, la Versilia è frequentata da ricchi e la Maremma non scherza. La Toscana è piuttosto cara, pur con zone franche come la Garfagnana. L’Umbria un poco meno cara della Toscana. Al Sud si va dal meno caro (Campania, Calabria, Puglia) al molto meno caro (Abruzzo, Molise, Basilicata) rispetto al Nord. La Sardegna ha prezzi medio alti sulla costa (esclusi i posti …esclusivi, inarrivabili) e più accessibili all’interno. Stesso fenomeno in Sicilia, togliendo qualcosa rispetto alla Sardegna.

Clima. Abbiamo di tutto anche sotto questo aspetto. Clima generalmente piacevole, ma anche qui sono necessari molti ‘distinguo’. Il clima continentale, cioè freddo intenso o caldo afoso secondo la stagione, non solo in pianura Padana ma anche in vaste zone interne dell’Italia centrale. La Costa Adriatica è piuttosto fredda d’inverno fino alla Puglia nonostante il mare, mentre quella Tirrenica è più temperata. Un discorso a parte merita la Liguria: infatti vi sciamano molti padani a cercare refrigerio d’estate ma anche tepore in inverno. Se si desidera un posto dove svernare, o comunque cercare temperature gradevoli in inverno, meglio la Sicilia della Sardegna.

Da queste righe si capirà che ho girato non poco per la nostra Italia e che ne serbo tanti bei ricordi. Citando Claudio Baglioni, sono come quel personaggio che “in ogni angolo vissuto lascia una spina di nostalgia”. Con tutto questo viaggiare ho finito per visitare tanti capoluoghi di provincia e così mi è venuto uno strano ghiribizzo: collezionarli. Qui uno stringato racconto delle città visitate.

Tutti i giorni penso e sogno viaggi per il mondo, poi al momento di decidere, a volte succede che rimando il viaggio pensato in qualche posto all’estero perché l’Italia esercita sempre un fascino particolare, un richiamo cui non sempre resisto. In ogni caso il consiglio che con gratuita generosità elargisco a tutti è sempre lo stesso:

“Viaggiate, viaggiate, viaggiate”