Lazio Marche – Solitaria 2020

Beh, il 2020 sappiamo come passerà alla storia. Annus Horribilis. Ma nonostante questo riesco a partire per il mio viaggio in solitaria, anche se molto in ritardo rispetto ai desideri. 20 Giugno 2020, parto da Genova, raggiungo prima Rosignano in A12, poi Cecina, Volterra, e via via stradine secondarie fino all’alto Lazio. 

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E su e giù per i colli Toscani

Prima tappa Capodimonte, sul lago di Bolsena. Ci metto gran parte della giornata, e nonostante una certa stanchezza, monto la tenda e provo una grande soddisfazione.

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Il Lago di Bolsena

Una passeggiata sul lungolago concilia prima l’appetito e poi il sonno. Una bella dormita e la prima cosa che faccio l’indomani, è aprire la cartina per decidere cosa fare. E’ questa mancanza di programmazione a darmi questa sensazione (o illusione?) di libertà. Uh, qui vicino c’è la Civita di Bagnoregio. C’ero stato tanti anni fa, ma posti come questo meritano ampiamente un ritorno. Un consiglio per chi volesse andarci: procuratevi moneta, altrimenti non potete lasciare lì il vostro mezzo, nemmeno se è una moto.

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La Civita di Bagnoregio. Paese fantasma… ma non del tutto

Ho mostrato questa foto via Whatsapp a diverse persone e sono rimasto stupito… del loro stupore! Possibile che un posto come questo sia così poco conosciuto? E’ pur vero tuttavia che posti fantastici ce ne siano tantissimi, in Italia, ma insomma…

Grazie al Forum di Mototurismo ho molti amici dislocati in giro per l’Italia, e questa volta non mi faccio mancare l’occasione per andare a trovare Enzo, che sta vicino a Narni. Un incontro ‘al volo’, due chiacchiere, un caffè, un giro per queste bellissime strade che lui conosce a menadito. Ci lasciamo a Orvieto, e ne approfitto per tornare anche qui. Cittadina stupenda, come tante altre in questo incantevole angolo di Italia.

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Il maestoso e ricco Duomo di Orvieto

Appena finita la visita del Duomo, arriva un acquazzone. Non mi resta che perdere oltre un’ora ad aspettare che smetta. Sono inconvenienti del viaggiare in moto, ma che non mi faranno certo passare alle quattro ruote.

Al mattino successivo smonto la tenda per spostarmi più a Est.  Data la mia predilezione per le città capoluogo di provincia, mi fermo a Terni…

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Terni

… quindi ad Ascoli.

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Ascoli

Anche Ascoli è un ritorno. Ma questa piazza (Piazza del Popolo) lo merita ampiamente. Raggiungo infine il camping di Montefortino, presso Amandola. Sono nelle Marche, nel cuore dei Monti Sibillini. Ho ancora tempo per andare a Fermo.

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Fermo

Non avevo grandi aspettative per questa cittadina, “promossa” a capoluogo di provincia qualche anno fa; invece è piuttosto carina. Per inciso, anche questa piazza si chiama “Piazza del Popolo”.

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Nel campeggio fra i Monti Sibillini

Di notte, quassù, la temperatura scende considerevolmente, ma avvolto nel caldo sacco a pelo dormo che è una meraviglia. Anche le strade delle Marche sono bellissime da percorrere, peccato solo che ci sia un gran numero di autovelox. Piacere di guida un po’ rovinato, ma prendendola con filosofia e con la pazienza di andare piano, ci si diverte ugualmente. La mia meta, per questo quarto giorno, è Macerata; e quindi il mare.

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Macerata
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Civitanova Marche, con romantica vista su piattaforma petrolifera (o gasiera)

Il quinto giorno è l’ultimo. Per rientrare decido di fare un giro piuttosto lungo, cioè di passare dalla costiera Adriatica a Bologna, quindi a Piacenza, e “scendere” in statale fino a Genova. Già, in questo periodo le autostrade genovesi sono tutte ad una sola corsia, e tutta la Liguria è diventata un girone dantesco per chi viaggia. Raggiungo quindi il mare e sulla A14 inizio a macinare chilometri. Esco a Pesaro per una visita volante, ma vengo accolto da un centro cittadino aperto solo ai residenti, e nei paraggi non ci sono parcheggi da nessuna parte, nemmeno per moto. Ad una stazione di servizio chiedo a persone del posto come fare. Mi viene risposto che basta imboccare le strade senza telecamere; ci passano tutti tranquillamente. Classico sotterfugio all’italiana che rifiuto ripartendo. Provo allora con Rimini. Qui va un po’ meglio; c’è soltanto da riuscire a venire a capo di un sistema labirintico di sensi unici e svolte obbligate.

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Rimini, castello Malatesta

Comunque, dopo una visita mancata e una visita riuscita, impiego quasi tutta la giornata per tornare, percorrendo 660 km. In tutta la vacanza, durata cinque giorni, ne ho percorsi quasi duemila.

Ho rifatto l’esperienza di viaggiare da solo in moto con la tenda. Bello. Scomodo ma affascinante. Dovrebbero inventare una tenda trasportabile in moto per la quale sia sufficiente schioccare le dita per montarla e soprattutto per smontarla. Ma il ricordo che rimane è legato alle belle sensazioni che si provano quando al mattino si riprende a girare per strade sconosciute, e la scomodità rimane un aspetto accettabile. Salute permettendo, lo farò ancora.