Viaggiatori in motocicletta. Perchè?

IL MONDO E’ TROPPO BELLO PER SBIRCIARLO DAL FINESTRINO

Per noi non c’è nulla come la moto che ci dia una emozione così forte, una illusione di libertà così credibile. Robert Pirsig, nel 1974, nel libro “Lo Zen e l’ate della manutenzione della motocicletta” descrive mirabilmente l’emozione di andare in moto:

Se fai le vacanze in motocicletta le cose assumono un aspetto completamente diverso. In macchina sei sempre in un abitacolo; ci sei abituato e non ti rendi conto che tutto quello che vedi da quel finestrino non è che una dose supplementare di TV . Sei un osservatore passivo e il paesaggio ti scorre accanto noiosissimo dentro una cornice. In moto la cornice non c’è più. Hai un contatto completo con ogni cosa. Non sei più uno spettatore, sei NELLA scena, e la sensazione di presenza è travolgente.

Viaggiare in moto è la cosa che più amiamo fare. Sentire l’aria, i profumi; cercare strade panoramiche, anche secondarie, che permettano lo slow drive, ovvero guidare a velocità da passeggio, sono il nostro scopo e la nostra delizia. Da parecchi anni abbiamo scoperto questo modo di viaggiare, e non riusciamo a concepire uno svago più piacevole ed appagante di questo. Per questo accettiamo serenamente seccature come la pioggia (scusate l’ossimoro) o la difficoltà di trovare alloggi.

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Belle strade: qui siamo in Alvernia (Francia)

Già, perchè, un altro aspetto dei nostri viaggi itineranti è la casualità. Individuiamo una zona alquanto vasta (per esempio “Peloponneso”, oppure “Andalusia”), e poi la raggiungiamo per girarla guida alla mano ma senza alcun programma, improvvisando mete e sistemazioni giorno per giorno. Anche questo può comportare qualche piccola sofferenza, ma scegliendo il periodo giusto questo rischio diventa minimo; basta evitare Agosto, oppure cercare in posti maggiormente fuori mano. La sera, in camera, aprire la cartina stradale e chiedersi: dove andiamo domani? Il senso di libertà che produce è inebriante. La brutta stagione, poi, ci vede protagonisti di decine e decine di viaggi diversi, uno più bello dell’altro, anche se fatti con la fantasia; è sempre bello sognare. Alla fine, quelli che non facciamo li rinviamo.

Spero che il lettore, leggendo questi fotoracconti, e qualora non abbia, almeno per ora, questa passione, possa considerare questo modo di viaggiare quantomeno come un’opzione da provare, magari anche solo con uno scooter. Noi stessi facemmo anni fa il primo moto-viaggio di tre giorni proprio con uno scooter. Ci piacque così tanto che passammo velocemente alla moto. Non c’erano ancora gli attuali maxi scooter, coi quali oggi, invece, è possibile nonché agevole fare viaggi anche lunghi.

Le esperienze che si fanno viaggio dopo viaggio lasciano un ricordo dolcissimo, e citando Claudio Baglioni, “in ogni angolo vissuto lascia(mo) una spina di nostalgia”. Ho stilato anche una classifica un po’ sui generis, una specie di bilancio approssimativo dei vari viaggi, in questa pagina.

Se avete qualche domanda o curiosità, scrivete pure a info@madzilla.it: se la nostra esperienza potesse tornarvi utile, saremmo ben lieti di rispondervi.

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